La provincia di Pesaro e Urbino (Pruvincia’ d’ Pésr e d’Urbìn in dialetto gallo-piceno) è un ente locale territoriale delle Marche che conta 361 053 abitanti. I due capoluoghi di provincia sono Pesaro e Urbino; la sede amministrativa si trova a Pesaro così come tutti gli organismi amministrativi e gli uffici provinciali. La sigla della provincia è dal 1999 PU, in precedenza essa era PS, quando le rivendicazioni di Urbino furono accolte con la variazione della sigla della targa. La provincia conta 59 comuni, il maggior numero tra le province marchigiane.

Affacciata ad est sul mar Adriatico, confina a nord con l’Emilia-Romagna (provincia di Rimini) e con la Repubblica di San Marino, a sud-est con la provincia di Ancona, a sud-ovest con l’Umbria (provincia di Perugia), e a ovest con la Toscana (provincia di Arezzo). Corrisponde in gran parte alla regione storico-geografica del ducato di Urbino.

In provincia si parla comunemente l’italiano, ma è anche largamente diffuso per cultura e tradizione il gallo-piceno. Esso appartiene al gruppo linguistico gallo-italico, come il romagnolo e altri dialetti settentrionali. Ha naturalmente caratteristiche peculiari, varia da zona a zona della provincia e, nelle aree di confine, arriva a coincidere con il dialetto romagnolo meridionale. In provincia di Pesaro e Urbino è situata l’estremità più meridionale del “gruppo linguistico gallo-italico”, ed è perciò l’unica provincia (insieme al circondario di Senigallia e quello del Conero, in provincia di Ancona) del Centro Italia, oltre alla provincia di Massa e Carrara, a parlare un dialetto italiano settentrionale. Sul territorio sono presenti minoranze linguistiche umbre.

La provincia di Ascoli Piceno è un ente locale territoriale delle Marche che conta 209 459 abitanti. Ha per capoluogo la città omonima da cui il nome, mentre la sede amministrativa legale si trova presso il Palazzo del Governo.

I suoi abitanti sono comunemente denominati piceni, in ricordo dell’antico popolo italico di cui la preromana Asculum fu capitale. Altrettanto comune, specie localmente, è l’utilizzo in senso stretto del toponimo Piceno per indicare la provincia di Ascoli.
Bagnata a est dal mare Adriatico, la provincia di Ascoli Piceno è la più meridionale delle Marche e confina con tre regioni: l’Abruzzo (provincia di Teramo) a sud, il Lazio (provincia di Rieti) a sud-ovest e l’Umbria (provincia di Perugia) a ovest. Il confine abruzzese è segnato nel tratto orientale dal fiume Tronto, il cui bacino include anche i comuni laziali di Amatrice e Accumoli, che però non sono mai appartenuti amministrativamente al Piceno. Interamente transtruentini sono invece i comuni di Folignano e Maltignano, storici baluardi della città di Ascoli.

Il territorio provinciale è prevalentemente collinare (62,4%), ma entro i limiti amministrativi delle Marche il Piceno possiede comunque la più alta percentuale di aree montuose: il 37,6% (suddiviso fra i comuni di Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Comunanza, Montegallo, Montemonaco, Roccafluvione), contro il 34,5% di Ancona, il 32,3% di Macerata, il 31,1% di Pesaro e Urbino, il 9,1% di Fermo. La provincia include la cima più elevata della regione, il Vettore (2.476 m), e possiede un’ampia fascia preappenninica che culmina nella vetta dell’Ascensione (1.108 m) situata appena a nord del capoluogo. Trascurabile è invece la striscia di territorio pianeggiante che si snoda lungo la costa per circa 20 km.

La provincia di Teramo (pruvìngie de Tèreme in abruzzese) è una provincia italiana dell’Abruzzo, la terza più estesa della regione. Confina a nord con le Marche (provincia di Ascoli Piceno), a est con il mare Adriatico, a sud con la provincia di Pescara, a ovest con la provincia dell’Aquila e con il Lazio (provincia di Rieti).
Su una superficie complessiva di 1949 km², vive una popolazione di 312.311 abitanti, distribuita in 47 comuni. I più popolosi ed importanti della provincia, oltre al capoluogo Teramo (55 000 abitanti), sono Roseto degli Abruzzi (25 000 abitanti) e Giulianova (24 000 abitanti).

La caratteristica principale del territorio della provincia di Teramo è la vasta area collinare che dal versante orientale dell’Appennino abruzzese e da vallate digrada dolcemente fino alla costa adriatica.

Due dei più importanti rilievi dell’arco appenninico, il Gran Sasso e il massiccio della Laga sovrastano la provincia teramana. Il primo segna il confine occidentale della provincia e culmina col Corno Grande (2912 m), punto più alto della provincia, della regione e dell’intero Appennino. Nello stesso massiccio si trova il ghiacciaio del Calderone. Alle inaccessibili pareti del Gran Sasso si contrappone la diversa morfologia della Laga, all’estremo nord della provincia, regno di boschi, splendide gole e spettacolari cascate. Al confine con la provincia di Ascoli Piceno a metà strada tra Appennino e Adriatico sono posti i cosiddetti Monti Gemelli.

La provincia di Pescara (pruvìngie de Pescàre in abruzzese) è una provincia italiana dell’Abruzzo in cui vivono 321 172 abitanti.

È la provincia meno estesa d’Abruzzo, sebbene abbia la più alta densità di popolazione e per capoluogo la più popolosa città della regione; confina a nord con la provincia di Teramo, a nord-est con il mare Adriatico, a sud e a est con la provincia di Chieti, a ovest e sud con la provincia dell’Aquila.
La provincia di Pescara è nata con l’istituzione della città di Pescara nel 1927. Il percorso per la istituzione di tale ente è stato lento e reso difficile dalla rivalità che contrapponeva i due borghi che costituivano l’attuale territorio comunale di Pescara: quello di Pescara, in Provincia di Chieti e quello di Castellammare Adriatico, in Provincia di Teramo, divisi dal fiume Aterno.

Nel 1807, infatti, Castellammare Adriatico, sulla sponda nord del fiume (che allora contava circa 1500 abitanti), diventa comune autonomo aggregato al circondario di Città Sant’Angelo. La scelta della separazione fu conseguenza di una discordia storica tra le due sponde del fiume e rispondeva alla riforma amministrativa del Regno voluta da Giuseppe Bonaparte, che dopo la legge 132 dell’8 agosto 1806 “sulla divisione ed amministrazione delle province del Regno”, con la successiva legge 211 del 18 ottobre 1806 ordinava la formazione dei decurionati e consigli provinciali e distrettuali e la sostituzione della figura del Camerlengo con quella del Sindaco.

La divisione fu problematica, soprattutto perché il nuovo comune di Castellammare Adriatico (sponda settentrionale del fiume) non intendeva farsi carico di nessuno dei debiti della vecchia amministrazione dell’Università di Pescara; inoltre, si creò un problema di immagine per il comune di Pescara (sponda meridionale del fiume), che ospitava una intera guarnigione dell’esercito e che, allo stesso tempo, si vedeva comprimere il proprio ruolo a livello locale: per questi motivi il comune di Pescara spingeva per la riunificazione dei due comuni. Una comunicazione del Ministero dell’Interno del Regno del 17 gennaio 1810, negò tale possibilità e ciò costrinse i due comuni a trovare un accordo sulla ripartizione dei debiti (1811). Ma la rivalità rimase molto accesa, tanto che ci sono testimonianze di interventi della guarnigione militare per evitare la degenerazione delle scaramucce in vere e proprie battaglie.

La provincia di Campobasso (Pruvinc ‘e Cambuasch, IPA: /pru’wintʃ e kambu’wa:ʃ/ in molisano, Pokrajina Campobasso in croato, Provinca e Kampobasos in arbereshe) è una provincia italiana del Molise di 224 928 abitanti che si estende su una superficie di 2.909 km² e comprende 84 comuni, il che ne fanno la provincia molisana col maggior numero di comuni. Il capoluogo è Campobasso e la sede istituzionale è in Palazzo Magno. Il presidente della Provincia è attualmente Antonio Battista, eletto nel 2016 nelle file del PD attraverso il meccanismo del voto ponderato, ovvero da sindaci e consiglieri dei comuni.

Affacciata a nord-est sul mar Adriatico, confina a nord con l’Abruzzo (provincia di Chieti), a sud-est con la Puglia (provincia di Foggia), a sud con la Campania (Province di Benevento e di Caserta), a ovest con la provincia di Isernia.

La provincia di Campobasso usa uno stemma atipico rispetto a quelli delle altre province, ovale e privo di corona. Gli elementi di tale arme sono derivati dall’antica provincia di Contado di Molise.

La provincia di Barletta-Andria-Trani è una provincia italiana della Puglia settentrionale che conta 392 969 abitanti.Il capoluogo è congiunto fra le città di Barletta, Andria e Trani, unico caso in Italia di provincia con tre capoluoghi (in Italia peraltro esiste la provincia di Pesaro e Urbino con due capoluoghi).

Istituita nel 2004 e attivata effettivamente con le elezioni di giugno 2009, è la terza provincia d’Italia con minor numero di comuni dopo le province di Trieste e Prato.
La provincia confina a nord-ovest con la provincia di Foggia, a nord-est con il mare Adriatico, a est con la città metropolitana di Bari, a sud con la provincia di Potenza (Basilicata). Il territorio provinciale si estende per 1.543 km² e si presenta prevalentemente pianeggiante e collinare. Il territorio comprende parte della Valle dell’Ofanto, a cavallo tra il basso Tavoliere e la Terra di Bari. Inoltre, presenta nell’entroterra un paesaggio costituito da leggere ondulazioni e da avvallamenti, con fenomeni carsici superficiali rappresentati dai puli e dagli inghiottitoi. Il Parco nazionale dell’Alta Murgia, ne è massimo esempio, e ne fanno parte 3 comuni della provincia, Andria per i suoi 12.000 ettari, Minervino Murge per i suoi 7.481 ettari, e Spinazzola per i suoi 3.944 ettari.

La provincia di Brindisi (provincia ti Brinnisi in dialetto brindisino) è una provincia italiana della Puglia di circa 397 524 abitanti, con capoluogo Brindisi. È stata istituita nel 1927 per scorporo dall’antica Terra d’Otranto e comprende 20 comuni, oltre al capoluogo. Sia da un punto di vista demografico, che per quanto riguarda la superficie, rappresenta la quinta provincia della regione.

Affacciata a nord-est sul mare Adriatico, confina a nord con la Provincia di Bari, a ovest con la Provincia di Taranto e a sud-est con la Provincia di Lecce.

Dalla fine del ventesimo secolo questa provincia ha conosciuto un processo di cambiamento del proprio assetto economico, con una progressiva diminuzione del peso dell’industria e una crescita del settore terziario. Significativo l’aumento del turismo, dovuto ad una buona dotazione infrastrutturale, rispetto al resto del Mezzogiorno, ed alla valorizzazione delle numerose risorse naturali, artistiche e culinarie presenti in tutto il territorio.

La provincia di Lecce (provincia ti Lècce in dialetto salentino) è una provincia italiana della Puglia di 802.807 abitanti, la seconda più popolosa della regione dopo quella di Bari e la ventunesima più popolosa d’Italia. È inclusa totalmente nella regione geografica del Salento ed è la più orientale d’Italia.

Bagnata a nord-est dal mare Adriatico (canale d’Otranto) e a sud-ovest dal mar Ionio, la provincia di Lecce occupa l’estremità meridionale della Puglia e confina a nord-ovest con la provincia di Brindisi e la provincia di Taranto.

La provincia di Lecce ha ereditato il suo stemma dall’antica provincia di Terra d’Otranto, il cui territorio coincideva, grosso modo, con quello delle odierne province di Lecce, Taranto e Brindisi.
La provincia di Lecce, estesa per 2.759,39 chilometri quadrati (il 14,3% del territorio pugliese), è la terza provincia per estensione territoriale della regione dopo quelle di Foggia e di Bari.

La provincia, inclusa totalmente nella subregione del Salento, è sostanzialmente pianeggiante. A nord si estende la pianura salentina (o Tavoliere di Lecce) che costituisce un vasto e uniforme bassopiano caratterizzato da poderosi strati di terra rossa e dall’assenza di corsi d’acqua di superficie per via della natura carsica del terreno che presenta innumeroveli inghiottitoi (chiamati vore o capoventi), punti di richiamo delle piovane che convogliono l’acqua nel sottosuolo alimentando veri e propri fiumi sotterranei. A sud si elevano i modesti rilievi collinari delle serre salentine la cui altezza massima raggiunge i 301 m s.l.m. con la Serra dei Cianci in territorio di Alessano.

La provincia di Taranto (provìnge de Tarde in tarantino, provincia ti Tàruntu in salentino) è una provincia italiana della Puglia meridionale di 584.517 abitanti.

Affacciata a sud sul mar Ionio, confina ad ovest con la provincia di Matera (regione Basilicata), a nord con la città metropolitana di Bari, a est con la provincia di Brindisi e a sud-est con la provincia di Lecce. La provincia è parzialmente inclusa nella regione geografica del Salento.
La provincia di Taranto è in gran parte pianeggiante e per il resto collinare. Le pianure si sviluppano a nord parallele alla costa jonica dalla foce del Bradano al confine con la Basilicata fino alla città di Taranto spingendosi a circa 15 chilometri verso l’interno, dove si innalza il modesto altopiano calcareo delle Murge culminante nei 505 metri del monte Sarresso, si tratta della piana dell’Arco Jonico Tarantino che altro non è che una continuazione della piana di Metaponto. La zona orientale della provincia è parte della penisola salentina e le ondulazioni morfologiche sono più lievi, infatti le Murge tarantine non superano i 150 metri.

La provincia di Cosenza (pruvincia e Cusenza in dialetto cosentino) è una provincia italiana della Calabria. Con un territorio di 6 709 km², è la più estesa provincia calabrese, la sesta provincia in Italia per estensione. Con 731.883 abitanti, seconda provincia del Sud Italia per estensione ,è inoltre la provincia della Calabria più popolosa, avendo però una densità abitativa di soli 110,44 abitanti per km².

Il territorio cosentino è piuttosto variegato, caratterizzato da una prevalenza di montagne e colline a dispetto di aree pianeggianti, ma con ampi tratti di costa e con i suoi 151 comuni è la prima provincia calabrese per numero di comuni. Ospita, presso Arcavacata di Rende, l’Università della Calabria.

Affacciata a ovest sul Mar Tirreno e a est sul Mar Ionio, confina a nord con la Basilicata (province di Potenza e di Matera), a sud con le province di Catanzaro e di Crotone.

La provincia di Cosenza corrisponde, grosso modo, ai territori dell’antica provincia di Calabria citeriore, dalla quale ha ereditato anche i simboli.